CuriositàCome entrare nel club più esclusivo al mondo

10/04/2016 - 18h

Il buono, il brutto, il cattivo è tutto quello che si prova nell’essere respinto o “balzato” dal leggendario e notoriamente selettivo club di Berlino, il Berghain. Ma il corrispondente internazionale di Bloomberg TV: Hans Nichols non ha alcun intenzione di smettere di fare il suo colpo migliore. Prima, però, si arruola insieme ai servizi di una start-up berlinese per avere un aiuto sull’abito giusto davanti alla fatidica open club’s door della mecca del clubbing berlinese e ormai mondiale. Mondiale, perché di questo si tratta visto le statistiche del turismo notturno internazionale in visita nella capitale tedesca.

Sembrerà piuttosto strano girare un video del genere, ma nel web esistono già diversi articoli simili riguardanti l’entrata del Berghain, per esempio l’App di come vestirsi e dove comprare il vestiario per non avere problemi davanti a Sven, ma non vi linkerò nulla per amor vostro e per lasciarvi a faccende ben più importanti.

Io penso che tutto questo, la questione della selettività e dell’esclusività del Berghain, sia solo una grande mossa strategica per allontanare i grandi ignoranti della techno e soprattutto gli americanotti edm-mari impaurendoli a non venire per rischiare di essere rimbalzati, e alzare  il nome di una facciata, metaforica e non che ricopre oggi il Berghain, facendolo essere un’ élite del clubber medio, che qui non indossarà occhiali da sole colorati in stile “ibiza commerciale”.

La gente entra sempre se abbastanza intelligente nel farlo, e le file, scegliendo l’ora giusta, potreste trovare non più di una persona davanti a voi. Ci sono tante leggende metropolitane sul Berghain, ma basta fare due calcoli nelle vostre teste e dire ” Ok, magari mi hanno rimbalzato, ci ritorno tra 4 ore, ora faccio serata in un altro locale. Molte volte c’è il meccanismo di fare entrare persone a caso, ed altre rimbalzate così senza alcun motivo, è una questione di appariscenza. E’ un locale anche molto gay-friendly, se sei omofobo non pensare proprio di venire a Berlino. Un mio amico si è finto gay d’appariscenza perché venuto apposta da Milano per ascoltare Marcel Dettmann suonare in casa, ok, forse così è troppo ma ha funzionato. E’ un locale molto dark, vestitevi con qualcosa di nero, o tutto nero, è un locale berlinese, e ho detto tutto. Ma non è nemmeno una regola che funziona sempre. L’abito non fa il monaco, figuriamoci un buon intenditore di techno in chiave Ostgut Ton. Piercing, collane, orecchini e anelli nemmeno ti rendono un culture, ma piace come stile ai bouncers del Berghain. In fila, non parlate, rimanete in silenzio. E’ una cosa apprezzata dai bouncers del Berghain. Se parlate, fatelo in inglese. I berlinesi non amano vedere troppi turisti nella propria mecca. Se parlate in tedesco, ancora meglio. Lo stile conta, ma questo  non lo compri in nessun negozio.

Il Berghain è selettivo perché è la mecca, e io in una mecca non ci farei entrare nemmeno l’amico del mio amico che non è mio amico.

Qui il video dell’emittente Bloomberg chiamato “How to Get in Berlin’s Most Exclusive Nightclub

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