CuriositàI 7 tipi di Clubbers che avete sicuramente incontrato una volta nella vita

10/04/2016 - 18h

#1 Il FINTO

Il primo è il personaggio che si finge amante di musica elettronica, il classico esempio di quello che in macchina sente la musica ad alto volume al semaforo rosso. Si finge intenditore, ma scambia l’etichetta di Dubfire con quella di Richie Hawtin. Quando va a ballare non balla, sta al bancone. Le uniche movenze che riesce a fare è la classica alzata di braccio appena si droppa e poi non continua a ballare. Il classico tipo che guarda la folla con il sorriso compiaciuto e dopo un minuto esatto inizierà a sbadigliare. Non fa per te tutto questo. Lo si nota.

#2 Il CLUBBER IN TRIP

Quello che ama far serata ovunque in tutta Italia, che gira lo stivale come unRaver/Hippy degli anni 70/80. Più che la serata ama il contorno della serata, come fattore esperienziale di crescita. Vive sui treni e di rado organizza le macchinate, proprio perché queste non siano abbastanza wild per i propri canoni.Vive nello stile underground e ama vivere la vita in questo preciso modo; viaggiando, vivendo alla giornata e attraverso la musica. Conosce molto e molti in tutti Italia. A lui interessa quello che circonda la vera serata: gli after, gli arrivi in stazione, il conoscere nuove città e nuove persone, ammirare le albe e i tramonti fuori dal proprio tetto di cielo in cui abita.

#3 IL GIOVANE CLUBBER

Quello con i capelli rasati, le sopracciglia fini, sbarbato e con piercing e orecchini che non si possono vedere. Possiede un volto scalfito e una mascella delineata. Sono i classici personaggi che trovi un po’ ovunque ormai, purtroppo. Perché? Quelli che se sentono nominare Marco Carola impazziscono di gioia, quelli che se vedono Richie Hawtininiziano a piangere, quelli che se vedono Joseph Capriatiiniziano a parlare napoletano, quando fino a due giorni prima odiavano i napoletani. “Dai, suona Carola, stasera ci spacchiamo”. Quelli che si vestono in tuta, con le magliette slabbrate, in canotta e con quella cazzo di borsettina a sacco legata alle spalle, del Cocoricò ovviamente. Quei ragazzi che tendono a ballare troppo energicamente e troppo velocemente rispetto al bpm della sala, con quei movimenti che non stanno né in cielo né in terra. Avete il vostro spazio, state nel vostro spazio. Ci vuole educazione, rispetto e soprattutto bellezza. Ci sono solo loro ormai nei club, non riesci a trovare neanche più una ragazza normale che abbia le movenze e la dolcezza di una ragazza; ormai anche il sesso femminile, in parte, tende a vestire in tuta e capelli rasati.

#4 IL CLUBBER DA FESTIVAL

Quello che ormai si è stufato di passare le serate nei club italiani, troppa gente, troppo ammassamento e nomi a suonare che se li senti a Barcellona li paghi 3 volte di meno. Un Loco Dice a Milano non è conveniente, meglio sentirlo a Jesolo con altri artisti in aggiunta, minor prezzo e maggiore spazio. Quel tipo di clubber che ormai ha fatto tutto o molto, non si reputa in pensione ma si dedica a cose più elevate per il suo grado, come festival raffinati quali il Bpm a Playa del Carmen in Messico, l’Awakenings, ecc. E’ quel tipo di persona che non vuole più vedere le scene all’italiana dovute in parte alla burocrazia del Paese e delle leggi non permissive sui locali, impianti deludenti e persone deludenti, molte di queste appartenenti alle categorie qui in alto. Si dedica alla botte piccola dove c’è il vino buono, che poi sono i grandi spazi dove ci sono tutti gli artisti di fama internazionale.

#5 IL BLOGGER

Il clubber che arriva quando vuole, che sa dove andare e sa con chi parlare. E’ quel tipo di persona che ama la gente, ma non presa singolarmente, piace osservarla dall’alto nel suo complesso. La bellezza delle persone, spesso, è osservabile più da lontano che da vicino, giusto per non sbagliarsi. Quello che ama la musica, che osserva molto mentre un artista è lì a suonare, che guarda la folla e i minimi dettagli. Passa più tempo in box consolle che al bar. Adora osservare e studiare la gente, i meccanismi del ballo: un’ arte che esiste da sempre, modificata negli anni, che mantiene sempre quei lineamenti etnici e caratteriali della persona. Dove ognuno può esprimersi soggettivamente al meglio, o al peggio, se disposto a farlo e spesso lo fa. Una forma di interpretazione della propria personalità attraverso le movenze scandite dalla musica, qui si studiano molte forme di psicologia in base a quei movimenti. Ama filosofeggiare sul clubbing e sulla mentalità dell’uomo, quella fisica soprattutto, e alla sera questo viene espresso al meglio. Scrive, ascolta e guarda. Per lui la serata non è solo andare a ballare ma andare a conoscere nuove cose.

#6 IL CLUBBER FUORI POSTO

Quello che voleva andare a ristorante con la propria ragazza per poi passare il resto della serata a casa tranquilli. Alla fine lo si troverà in club ad ascoltare Oscar Aguilera. Per lui è rumore perchè non conosce e non ha una culura musicale da notare un Oscar Aquileraa suonare. Non riesce a capire i meccanismi del divertimento in un club e non riesce a rilassarsi, anzi si stressa molto. Passerà sei ore del suo tempo per far felice la propria ragazza mentre balla musica techno. Prova a tentare qualche movimento ma non ci riesce per niente. Poverino, mi dispiace, andrà meglio la prossima volta. Rispetto quello che fate, da ciò vedo il vostro amore verso la vostra ragazza ed è oltre quello che si potesse immaginare, ma metteteci un po’ di carattere, se non volete andare a ballare ditelo subito.

#7 “ONLY TONIGHT”

L’ultimo è il clubber che si trova in un club solo per quella sera, perché a suonare c’è un Francesco Tristano o un Seth Troxler. Quello che non va a ballare da 6 mesi e che gli sembrano essere passati 6 anni, o forse anche più tempo. Tutti impazziti, tutti che urlano, troppi sbarbati e troppe poche ragazze. Ma dove siamo finiti qua, dov’è la selezione di un tempo? Va bene che c’è la crisi e anche i locali ne risentono, ma qui facciamo entrare gli animali…

Tramite SoundBound

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